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Le fasi di un processo di valutazione d’azienda – Seconda parte

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Seconda parte

Come costruire il Business Plan?

La seconda fase di un processo di valutazione d’azienda consiste nell’elaborazione dello scenario prospettico.  Anche tale fase rappresenta sicuramente un punto di fondamentale importanza dal momento che l’inserimento errato di una variabile previsionale potrebbe compromettere il buon esito dell’intera valutazione.

Andiamo in questa sede ad analizzare in via generale la prassi da seguire per una corretta impostazione dei prospetti di Conto Economico, Stato Patrimoniale e Rendiconto Finanziario prospettici.

Per la costruzione del business-plan si ricorre all’utilizzo di un modello di calcolo che, partendo dai dati storici di bilancio e sulla base di determinate variabili previsionali, consente di proiettare nel futuro tali dati al fine di stimare uno scenario prospettico aziendale di medio periodo. Il nostro Studio ha elaborato un Modello di Business Plan in Excel per semplificare lo studio e l’analisi.

Occorre rilevare che l’elaborazione dello scenario prospettico attraverso un modello di analisi dinamica è un’operazione di estrema utilità in quanto permette di avere una visione più ampia sull’evoluzione della gestione aziendale, selezionando i rischi attraverso l’identificazione di quelle aree d’ombra che potrebbero rappresentare un problema nel breve periodo per l’azienda ed individuando le variabili su cui intervenire.

Il fatto è che occorre individuare e capire bene qual è l’obiettivo di fondo di un’analisi dinamica.

La vera finalità che deve essere attribuita a tale analisi è quella sì di anticipare il futuro, ma nel senso di analizzare l’andamento globale della struttura aziendale, sia a livello economico-patrimoniale che finanziario, e verificare se, come e quando la stessa azienda sia in grado di reagire al verificarsi di determinati accadimenti che possono presentarsi nel breve periodo.

Un primo problema che si incontra in sede di impostazione del business-plan è quello relativo alla scelta del periodo prospettico di riferimento da prendere in considerazione.

Per esperienza personale, si sconsiglia di utilizzare un orizzonte prospettico limitato (un anno) dal momento che rappresenterebbe un lasso di tempo troppo breve, ma sarebbe nel contempo troppo azzardato utilizzare uno scenario di lungo periodo, dal momento che diventerebbe sicuramente più complesso andare a stimare alcune variabili per gli anni più lontani (si pensi a quanto possa essere il livello di inflazione o il costo del denaro tra dieci anni).  La maggior parte delle volte nella pratica si fa riferimento ad un periodo prospettico di media durata (generalmente cinque esercizi), ma in determinate circostanze può benissimo accadere di impiegare archi temporali più lunghi o più brevi.

Un secondo problema di fondamentale importanza è quello correlato alla stima e quantificazione delle variabili prospettiche. Le variabili previsionali da prendere in considerazione nella costruzione di uno scenario prospettico possono essere di tre tipi: economiche, patrimoniali e finanziarie.

In realtà questa fase risulta essere la più importante e delicata, dal momento che, come detto in precedenza, un errore potrebbe compromettere la costruzione dello scenario prospettico e l’intera valutazione del capitale economico aziendale. La stima di tali variabili non consiste in una semplice imputazione di dati; i valori che andranno attribuiti a ciascuna di esse scaturisce da tutta una serie di ragionamenti ed analisi collaterali (analisi macro-economiche, analisi dei mercati a monte ed a valle e del settore in cui l’azienda opera, analisi delle politiche economico-commerciali-produttive dell’azienda) che devono essere condotte attentamente e accuratamente dal valutatore.

Una fonte cui bisogna strettamente attenersi nella formulazione delle ipotesi previsionali è sicuramente rappresentata dai dati storici di bilancio; e questo vale soprattutto per il valutatore esterno che va incontro a difficoltà oggettive maggiori rispetto a chi ha una conoscenza ben specifica ed approfondita delle problematiche aziendali.

Nell’impostare un modello di analisi prospettica si posso seguire diversi criteri. In particolare, può essere utilizzato un modello impostato per volumi fisici o per valori.

Nella pratica comune facciamo riferimento generalmente ad un modello di previsione impostato per valori assoluti, dal momento che l’impostazione per volumi rientra in un’ottica di budget industriale più che economico-finanziario. Quanto detto però non esclude la possibilità di impostare un modello di analisi per volumi, qualora particolari esigenze informative dovessero richiederlo.

Come individuare il tasso di attualizzazione? Come stimare il beta di settore?

Terminata la fase di costruzione del business plan si passa alla fase finale del processo valutativo, ovvero la scelta ed individuazione dei parametri di valutazione da utilizzare. Chiaramente tali parametri variano a seconda della metodologia di valutazione che si è deciso inizialmente di utilizzare. Di seguito vengono individuati i parametri maggiormente significativi da individuare a seconda del criterio di stima prescelto.

Metodologie patrimoniali-miste

  • Tasso di rendimento medio di settore
  • Aliquota d’imposta potenziale su eventuali plusvalenze/(minusvalenze) patrimoniali

Metodologie reddituali

  • Tasso di sconto
  • Valore terminale
  • Tasso di crescita reale dei flussi di reddito oltre l’orizzonte prospettico
  • Price/Earnings

Metodologie dei multipli di mercato

  • Multiplo del Margine Operativo Lordo (Ebitda)
  • Multiplo dell’Utile Operativo Netto (Ebit)

Metodologie finanziarie

  • W.a.c.c.
  • Rendimento attività free-risk
  • Premio al rischio
  • Beta di settore
  • Valore terminale
  • Tasso di crescita reale dei flussi di cassa oltre l’orizzonte prospettico
  • Aliquota marginale d’imposta
  • Costo del denaro
  • % di capitale/debito in ipotesi di struttura finanziaria ideale

Per un maggiore approfondimento circa la fase di predisposizione del business plan (scelta delle variabili previsionali) e la fase di individuazione dei parametri di valutazione, sono disponibili le nostre dettagliate guide operative scaricabili direttamente dal sito, sia singolarmente che anche assieme al modello di valutazione d’azienda in excel.

Massimo Simone

Titolare e fondatore dello Studio, è iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano dal 1996. Specializzato in analisi finanziaria e valutazione d’azienda, ha collaborato per diversi anni con importanti società operanti nel settore dell’M&A e dal Novembre 1998 è titolare di uno Studio in Milano. Revisore Legale e membro della Commissione Finanza e Controllo di Gestione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Milano, è autore di numerose pubblicazioni e trattati in materia di finanza aziendale e di problematiche gestionali.

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